S'Orrosa 'e Monte Santu Jorghi Serrecoro Urzuleibb B&B Caterina Terebinto Maddalena  Urzulei on: FB Urzulei on: Myspace Urzulei on: YouTube Urzulei on: Flickr photogallery La nostra sfida

www.urzulei.com è un sito del network www.urzulei.eu - Oggi è il giorno: 19.4.2019 - Visualizza le previsioni meteo per Urzulei.

Benvenuti nel sito www.urzulei.eu - Tutti i tasselli del puzzle naturalistico di Urzulei.

 
 
 

Home Page
Mappa del sito
Link e Siti Amici
Promo
Locandina
Libro degli ospiti


Presepi Rionali 2015
Caras de Bidda
Bichinaos


Il centro abitato
Come arrivarci
La storia
Le Chiese


La Flora
La Fauna
L'Archeologia
La Speleologia
Gorroppu
Sa Domu'e s'Orcu
S'Arena
Or Murales


Il Costume Sardo
Il Cervo Sardo
Il Ghiro Sardo
Il Gioco Sa Murra
Memoria e Identidade
Tasso Sedda ar Bacas
Monastero a Olefani
Articolo su Urzulei

 

Il Costume di Urzulei

Un altro pezzo della tradizione del paese

Costume Sardo

Il costume sardo ha da sempre simboleggiato il forte senso di appartenenza e l'animo più profondo della sardità di chi lo indossa, una secolare moda degli abitanti dei paesi sardi che, spesso, a seconda delle sue caratteristiche rivela l'estrazione e lo stato sociale.

Il Costume Femminile
Esistono due varianti del costume femminile di Urzulei, una riservata ai momenti importanti della vita e alle grandi occasioni, pertanto più lavorato e costoso, e una, più semplice, di uso quotidiano che non era arricchito da ricami e broccati. Quest’ultimo è andato in disuso col passare degli anni. Le parti che costituiscono il costume femminile sono:

Su Pannucciu
Su pannucciu è un pezzo di tessuto in tibè (tubet) di colore prugna o caffè (esistono anche varianti di colore nero) di forma quadrata (90x90 cm) che va poi ripiegato in due fino a ottenere una forma triangolare (90x90x127,3 cm) e che andrà poi a coprire il capo. Su pannucciu, nella versione di tutti i giorni, era un pezzo quadrato di tibè senza frange. In corrispondenza della punta ad angolo retto de su pannucciu, parte che sarà visibile sul lato posteriore della testa, viene realizzato un ricamo con motivo floreale, in filo di seta a punto raso, per le parti interne dei petali e delle foglie, mentre i bordi sono realizzati in filo d’oro. Nella variante più antica i fiori erano più piccoli rispetto a quelli che vengono attualmente realizzati. I bordi esterni de su pannucciu si presentano come frange in seta, di larghezza pari a 20 cm, in cui la parte contigua al tessuto in tibè è lavorata a mano in vari modi (per esempio con motivi di forma romboidale, i cosidetti mustacciolos) e le parti più esterne sono invece frange semplici. I capelli sono pettinati secondo una tradizione antichissima: se ne divide la massa in due e si formano due trecce alla sommità del capo che vengono poi arrotolate a spirale e bloccate alle due estremità: verranno poi avvolte e fermate da un fazzoletto di varia foggia chiamato su pannucciu 'e šutta. In seguito si poserà sopra su pannucciu. Questa particolare ed elaborata pettinatura conferisce slancio ed eleganza alla figura e contribuisce a valorizzare il ricamo realizzato nella parte posteriore de su pannucciu.

Galleria Fotografica

Su Cippone
È una sorta di bolerino (giubbetto corto che si ferma a mezza schiena) realizzato in panno rosso e broccato o velluto damascato nella versione di gala. Le maniche sono fesse (aperte) nella parte anteriore quasi fino al polso e nella parte posteriore sono aperte completamente dal gomito fino al polso così da mostrare il grande sbuffo (manipuli) delle maniche. La parte posteriore della manica che va dal gomito fino al polso, chiamata su cuidale è arricchita da un tessuto diverso, un broccato di seta a sfondo crema con fiori di diversi colori (tale lavorazione veniva da Napoli). Le cuciture sono realizzate interamente a mano con filo colorato giallo e verde, ad ancora finissimo. I bottoni in corrispondenza dei polsi, sono tipici sardi, d’argento oppure d’oro. Dal gomito fino al polso c’è sa fetta antiha (nastro antico) in raso in tinta unita o arricchito da motivi floreali, sulla quale veniva realizzato su trau (asola) ma in alcuni esemplari di cippone se ne contano anche tre così come avviene anche nella moda dorgalese. Su cippone non va chiuso ma rimane aperto sulla parte anteriore. Su cippone nella versione giornaliera, era realizzato con semplicissimo panno rosso, guarnito con velluto nero che poteva essere sia liscio che damascato (panna marcada). Per le donne vedove di marito, su cippone doveva invece essere in furešu (orbace) nero con le maniche chiuse in maniera tale che non si intravedesse il bianco della camicia che invece era identica a quella nella versione base.

Su Cosso
È il corsetto, veniva realizzato in velluto color rubino o turchese. I bordi sono arricchiti con una fetta a motivi floreali. La parte de su cosso in corrispondenza del petto, l’unica che poi sarà visibile dopo essere indossato (il resto è coperto da su cippone), è a forma trapezoidale (due trapezi in verticale) di cui le due estremità, che non si congiungono ma presentano delle punte che sporgono in avanti, vengono tenute con due ganci d’argento, or ganciošo, uno per parte, e legati con una catena e, eventualmente in aggiunta, con dei nastri. La fattura de su cosso del costume di Urzulei è simile, con delle varianti di colore e dimensione, a quella de sa pala del costume di Orgosolo: la vicinanza dei due paesi ha forse determinato influenze reciproche.

Sa Camiša
E’ la camicia in cotone fine chiamato trambiccu: il colletto è lavorato con la stessa stoffa usata per il resto della camicia ma viene sfilato e tessuto con l’ago. In particolare è costituito da due parti. La parte inferiore del Colletto, di una altezza intorno ai 3 cm, viene infriada (ovvero plissettata) e, di essa solo una striscia centrale, chiamata su coro (in modo da avere una striscia posta sotto su coro, semplicemente plissettata o raggrinzita che dir si voglia, più larga rispetto a quella sovrastante anch’essa raggrinzita), viene ulteriormente lavorata con l’ago. Su cabbessu è la parte superiore del colletto: viene preso un pezzo di stoffa a parte, separato dalla camicia, alto dai 2 ai 3 cm a seconda del gusto e lavorato per formare dei disegni (per esempio uva, colombe ecc). Su cabbessu viene poi ricucito al colletto de sa camiša. Il bordo de su cabbessu presenta una rifinitura a forma di archi chiamata os arcos o os pontes, sempre ottenuto con l’ago. Le maniche della camicia sono lunghe e larghe (l’effetto finale vuole che siano molto vaporose). I polsini sono lavorati similmente al colletto senza su coro ma con su cabbessu (di altezza pari ai 3 o 4 cm a seconda del disegno scelto). La camicia ha anche un altro pezzo staccato sa pettorritta ovvero una porzione di cotone con la stessa lavorazione de su cabbessu, lungo 20 cm e largo 5 cm, che andava posizionata in corrispondenza dell'apertura centrale della camicia così da chiuderla ed arricchirla. I polsini della camicia, una volta indossata, fuoriescono rispetto a su cippone.

Su Šuttanu
Va portato sotto sa tuniha, si tratta di una sottana, è realizzato in tela di cotone bianco che in corrispondenza della vita viene infriau come sa fardetta (la gonna di uso quotidiano) e viene chiuso con os cordiološo. Solitamente presenta anche una tasca. La parte del bordo, in prossimità delle caviglie, può avere un pizzo lavorato a piacimento. Non è visibile.

Sa Tuniha
Di colore nero (come avviene anche per la moda dorgalese) o caffè (come in quella orgolese) in furešu (orbace) in lana di pecora, è la gonna, che deve arrivare fino alla caviglia (se fosse più corta sarebbe esteticamente poco gradevole). Su furešu veniva colorato con erbe naturali e poi, per realizzare le pieghe, as prinnihaša, veniva messo sotto pressa. A seconda del gusto di chi la indossava, as prinnihaša potevano essere strette oppure larghe. Una volta realizzata, sa tuniha viene guarnita, per 40 cm circa a partire dal basso, con la balza in broccato di raso con disegni a piacere, così come una piccola striscia intorno alla vita. La parte restante rimane invece di orbace. È tradizione che siano presenti ar bolloncaša, proprio ad altezza dei fianchi, cioè delle piccole sporgenze a forma di bolle ottenute sovrapponendo leggermente il tessuto e poi cucito.

S’Antalena
È un grembiule, realizzata col raso nero, bordata di pizzo e, nella parte bassa, ricamata in filo di seta con fiori o con disegni scelti dalla donna che la vestirà. Nella parte corrispondente alla vita, viene guarnita con una fetta a fiori, anch'essa simile alla guarnizione de s'antalena del costume di Orgosolo. Va indossata sopra sa tuniha.


Il Costume Maschile
Del costume maschile, come per quello femminile venivano realizzate due versioni, uno da utilizzare nelle occasioni e un’altro nella vita quotidiana. In questo caso tutti e due i vestiti venivano utilizzati fino a pochi anni fa dagli uomini più anziani. I pezzi che costituiscono il costume maschile sono:

Sa Berritta
Andava portata sul capo, di forma cilindrica, e di altezza pari a 75 cm, in lana tessuta, di colore nero. Tipicamente, si ripiegava facendo prima sporgere una parte sul davanti per poi far ricadere il restante verso la parte posteriore del capo. Poteva essere indossata in maniera differente a seconda del gusto di chi la indossava.

Su Cippone
Era fatto in panno di lana di colore rosso, lavorato a mano e a macchina, guarnito con velluto blu marcau, nella versione più arcaica, mentre era blu liscio nella versione più semplice che poi ha preso il sopravvento negli anni. Veniva cucito con filo giallo e verde come per quello femminile. La particolarità sta nel fatto che sul davanti presenta un doppio petto che rimane aperto e con ciascuna parte che si ripiega su se stessa. I polsi sono appuntiti (una punta copre parte del dorso e l’altra del palmo della mano) e la manica è aperta soltanto nella parte anteriore, a differenza di quello femminile.

Attualmente su cippone viene guarnito solo col velluto blu liscio ma, testimonianze di donne anziane del posto, provano che in antichità veniva usato anche il velluto lavorato, così come avviene per esempio a Oliena.

Sa Camiša
È di tela infriada e incorada e ricucita con su cabbessu. Il colletto è alla coreana, senza le onde della versione femminile e, nel caso ci fossero, sono piccolissime. La camicia è tutta aperta sul davanti e, solo nella parte bassa, i due lati si sovrappongono in corrispondenza del ventre. I bottoni sono presenti solo all’altezza del colletto e quasi sempre sono d’oro. I polsi hanno invece i bottoni in madreperla.

Sa Raha
Alta 30 cm, è una specie di gonnellino di lana di orbace, raggrinzito solo nella parte superiore in corrispondenza dei fianchi per un’altezza di 15 cm. C’è poi sa caccedda che, come altre parti che ormai pochi ricordano, essendo stata eliminata per semplificare la realizzazione del vestito, è il cavallo de sa raha, senza la quale non calzerebbe alla stessa maniera.

Sa Raha Bianca
È di lino o di cotone di colore bianco, senza lavorazione e risulta molto voluminosa. Realizzata in due pezzi, il primo, aderente, è una specie di cinturino, ha un'altezza di 22 cm e va dalla vita fino ai fianchi, si aggancia sul davanti per rimanere aderente. È pieghettato. Il secondo pezzo arriva fino a metà gamba. Presenta delle piccole pieghe distanti 2 cm l’una dall’altra che ne determinano il suo aspetto voluminoso. C’è poi su cossile (la parte intorno alla coscia) che deve essere piuttosto largo.

Os Cartoneše
Realizzato in furešu di lana, simili a os cambales con altezza dai 20 ai 40 cm a seconda dall’altezza della persona. Sono guarniti in velluto blu e appuntiti davanti in modo che la punta si sovrapponga ai lacci delle scarpe.

Sa Hintorgia
La cintura in pelle finemente intarsiata, ricamata con filo o stampata.

Costume per uso quotidiano:
Veniva usato su furešu nero per realizzare su cippone. S’imbustu, senza manica, rosso come su cippone, la camicia bianca, sa raha e su cartone come quelli della versione precedente.

Fonti
1. "Ciedda Chiccanna Marrante" - Francescanna Fancello - a cui va un ringraziamento speciale per la disponibilità e la pazienza dimostrata. Ha fornito la descrizione dei costumi femminile e maschile così come venivano realizzati a partire dagli anni intorno alla prima guerra mondiale fino a oggi, evidenziando anche gli eventuali cambiamenti.
2. Dott.ssa Sandra Mereu: esperta di lingua sarda e conoscitrice delle tradizioni e del costume sardo.
3. Francesca Sotgia: consulenza sui costumi femminile e maschile.
4. Angelina Tronci: consulenza sui nomi, ricami, fili ecc.

 
 

Argomenti correlati:

Il Costume Sardo;
I gruppi a Tenores;
La lavorazione dell'Asfodelo;
La Gastronomia.

 
 
 
 
 

Ritieni che alcune informazioni in questa pagina vadano modificate, ampliate o che ci siano degli errori?? Clicca qui!

 
 

Home
Crediti, Bibliografia e Sitografia
Mappa del sito
Area riservata
Contatti

L'utilizzo del presente Sito implica l'accettazione di tutte le Condizioni di utilizzo.
© copyright www.urzulei.eu - Tutti i diritti riservati.
Ogni forma di riproduzione è vietata - web engineering
Dott. Ing. Gianluca Sotgia

Sito del network www.urzulei.eu

   urzulei b&b